Restauro conservativo · Patrimonio marittimo · Ponza
Faro della Guardia
Sull'estremità meridionale dell'isola di Ponza, un presidio della navigazione si apre a un progetto di ospitalità e cultura, tra memoria architettonica, paesaggio e sostenibilità.
Esplora il progetto ↓Restituire vita a un presidio sul mare, tra conservazione del patrimonio e nuove possibilità di ospitalità.
- Intervento
- Restauro e riuso conservativo
- Località
- Punta della Guardia · Ponza (LT)
- Documentazione
- 2026 · Progetto autorizzativo
- Nuove funzioni
- Ricettività, ristorazione e attività culturali
- Progetto
- Ing. Gianluca Pilia · Arch. Marcello Stefano Pilia
- Committente
- NEWFARI S.r.l.
Un'architettura sospesa tra roccia e mare
Il Faro della Guardia sorge all'estremità meridionale di Ponza, su uno sperone di origine vulcanica che domina il Tirreno. Il promontorio, segnato da pareti scoscese e vegetazione mediterranea, è un luogo in cui il paesaggio naturale e l'intervento dell'uomo si incontrano in condizioni di straordinaria esposizione.
La posizione isolata, il percorso d'accesso ricavato nella roccia e la visibilità del faro dal mare definiscono i caratteri del sito. La proposta di riuso considera l'edificio, le pertinenze e il contesto paesaggistico come parti di un unico sistema da preservare e valorizzare.
⤢ Ingrandisci
⤢ IngrandisciRecuperare il faro significa restituire una funzione al costruito senza indebolire il rapporto tra architettura, roccia e orizzonte.
Dal 1886, un presidio della navigazione
Il complesso fu costruito nel 1886 e rimase abitato dai guardiani fino al 1975, quando il segnalamento venne automatizzato. La torre della lanterna, tuttora attiva, emerge da un fabbricato rettangolare su due livelli destinato originariamente agli alloggi; completano il complesso alcuni piccoli corpi di servizio.
Le relazioni documentano uno stato di conservazione critico: intonaci distaccati, alterazioni cromatiche, patine biologiche, parti decorative mancanti e ambienti interni deteriorati. Anche l'accessibilità al sito ha risentito di fenomeni franosi che hanno compromesso il percorso esistente.
Il faro è un bene di interesse culturale e ricade in un contesto di particolare tutela paesaggistica. La conoscenza dei caratteri storici, costruttivi e materici diventa quindi il punto di partenza dell'intervento.
⤢ Ingrandisci
⤢ Ingrandisci
⤢ Ingrandisci
Apri a piena risoluzione ↗Conservare la materia, accogliere nuovi usi
L'intervento assume come priorità la salvaguardia del manufatto, riducendo le demolizioni e mantenendo leggibile l'impianto originario. Per i prospetti sono previsti il recupero degli intonaci con materiali a base di calce, il ripristino di marcapiani e cornici e la valorizzazione dei dettagli dell'apparato murario.
Negli ambienti interni, le nuove finiture vengono pensate nel rispetto di quelle storiche. Le pavimentazioni sopraelevate a secco consentono il passaggio ispezionabile degli impianti senza rimuovere necessariamente gli strati esistenti. In copertura, l'isolamento in sughero e una camera d'aria ventilata concorrono all'adeguamento prestazionale dell'edificio.
Limitare demolizioni e alterazioni irreversibili, a tutela del carattere originale del faro.
Utilizzare tecniche e finiture coerenti con murature, intonaci e cromie storiche.
Privilegiare elementi smontabili e impianti ispezionabili dove le funzioni lo consentono.
⤢ IngrandisciOspitalità e cultura nell'impianto storico
La nuova destinazione turistico-ricettiva è organizzata in modo da salvaguardare la distribuzione generale dell'ex casa dei guardiani e mantenere separata la funzione della lanterna. Al piano terra sono previsti spazi di accoglienza e ristorazione, articolati in tre sale con cucina e servizi, oltre a una camera con bagno.
Al primo piano il corridoio centrale distribuisce sei camere con relativi servizi, reinterpretando la disposizione simmetrica degli ambienti. Le aree esterne ampliano le possibilità d'uso del complesso con spazi di soggiorno, incontro e attività culturali.
Apri a piena risoluzione ↗
Apri a piena risoluzione ↗Le planimetrie si aprono in una nuova scheda alla risoluzione originale, per consentire di leggere gli ambienti e i dettagli anche da smartphone.
Un piazzale aperto sul mare
Il piazzale di 664 m² è immaginato come uno spazio multifunzionale capace di ospitare attività culturali e rappresentazioni all'aperto. La nuova pavimentazione in legno composito, prevista con posa flottante, è pensata per essere rimovibile e ispezionabile, limitando la trasformazione delle superfici esistenti.
Il progetto introduce un palco a sbalzo verso il mare, ancorato mediante elementi metallici e micropali, con soluzioni smontabili e un parapetto trasparente. La platea, prevista per circa sessanta persone, completa una nuova relazione tra l'edificio, lo spazio pubblico per eventi e il paesaggio.
⤢ Ingrandisci
⤢ IngrandisciRidurre l'impatto, valorizzare le risorse
In un luogo remoto, l'approvvigionamento energetico e idrico è parte integrante delle scelte di progetto. La proposta comprende moduli fotovoltaici in copertura e sulle pensiline, per una potenza nominale indicata negli elaborati di 63,6 kWp, nonché sistemi finalizzati a contenere i fabbisogni dell'edificio.
La relazione tecnica prevede inoltre la produzione di acqua potabile a partire dall'umidità dell'aria e il trattamento delle acque reflue con un filtro percolatore aerobico. Si tratta di soluzioni previste a livello progettuale, orientate alla riduzione della dipendenza dalle infrastrutture e alla tutela del fragile ambiente insulare.
La sostenibilità viene affrontata non solo attraverso gli impianti, ma anche mediante la conservazione delle strutture esistenti, la scelta di materiali compatibili e la reversibilità degli interventi sulle aree esterne.
⤢ IngrandisciI prospetti del progetto
Le viste di progetto mostrano la ricomposizione delle facciate, le geometrie della torre e il dialogo fra il corpo storico, i volumi di servizio e gli interventi contemporanei. Il colore originario e gli elementi decorativi recuperati contribuiscono a restituire riconoscibilità al complesso senza cancellarne l'identità.
⤢ Ingrandisci
⤢ Ingrandisci
⤢ IngrandisciI rendering e le tavole rappresentano la proposta progettuale documentata negli elaborati del 2026. Le fotografie contrassegnate come “stato attuale” illustrano invece le condizioni dell'immobile prima dell'intervento.