Rigenerazione urbana · Gonnosfanadiga
Piazza dell’ex Casa
di Suor Emilia
Da un cortile chiuso a un nuovo spazio pubblico aperto alla comunità.
La riqualificazione dello spazio antistante l’ex Casa di Suor Emilia restituisce al centro di Gonnosfanadiga un luogo di incontro, relazione e identità collettiva.
Il progetto, sviluppato da Studio Pilia in collaborazione con SottoStudio, accompagna il recupero dell’edificio storico, destinato a Laboratorio delle Arti e dei Mestieri Tradizionali, trasformando un’area fino ad allora separata dal tessuto urbano in una piazza aperta, permeabile e pensata per la vita quotidiana.
- Luogo
- Gonnosfanadiga, Sardegna
- Tipologia
- Spazio pubblico
- Intervento
- Riqualificazione urbana
- Committente
- Comune di Gonnosfanadiga
- Progetto
- Studio Pilia con SottoStudio
- Ambito
- Piazza ed edificio storico
01
Prima
Un luogo chiuso nel cuore del paese
L’ex Casa di Suor Emilia sorge in posizione centrale, tra via Nazionale e via Porru Bonelli, a breve distanza dal Municipio. Nato negli anni Cinquanta come casa di accoglienza per orfane, l’edificio è cresciuto nel tempo attraverso ampliamenti e sopraelevazioni.
Prima dell’intervento, il grande giardino antistante era separato dalla città da una recinzione e non partecipava alla vita urbana. La trasformazione prende avvio proprio dal superamento di questo limite: da spazio introverso a nuova centralità pubblica.
02
L’idea
Il confine diventa spazio
Il gesto generatore è una doppia linea in acciaio corten che accompagna il margine tra strada e piazza. Non chiude né separa: orienta il passaggio e rende riconoscibile il nuovo spazio urbano.
La linea cambia quota e funzione, trasformandosi in seduta e arredo. Un unico segno lega così percorso, sosta e identità architettonica, invitando le persone ad attraversare e abitare la piazza.
Un segno continuo tra città e piazza
03
La materia
Basalto, granito, acciaio
La superficie della piazza è definita dal basalto, solido e materico, attraversato da inserti di granito chiaro. Il contrasto costruisce ritmo, accompagna i percorsi e alleggerisce il disegno senza ricorrere a elementi decorativi estranei al luogo.
Il corten introduce una presenza calda e mutevole. La sua patina dialoga con i toni minerali della pavimentazione e riunisce in un solo elemento margine, seduta e dettaglio urbano.
04
La memoria
L’acqua come traccia viva
Nel giardino preesistente, quasi nascosto dalla vegetazione, il pozzo custodiva una presenza antica. Nel progetto l’acqua ritorna nello spazio pubblico attraverso gli zampilli: introduce movimento, suono e riflessi, collegando la memoria del luogo alla vita contemporanea.
05
Dopo il tramonto
Una nuova presenza urbana
La luce accompagna le geometrie della piazza senza sovrapporsi all’architettura. I corpi illuminanti scandiscono i percorsi, rendono leggibili le sedute e costruiscono un’atmosfera accogliente anche nelle ore serali.
La piazza diventa così una soglia abitata tra città ed edificio: un luogo riconoscibile, accessibile e capace di accogliere tanto il passaggio quotidiano quanto i momenti collettivi.