Ex Alloggio Semaforisti
Accanto al faro storico di Capo Spartivento, un edificio dei primi del Novecento torna a vivere come luogo di ospitalità. Il progetto conserva l’impianto originario e costruisce un dialogo misurato tra pietra, legno, acqua e paesaggio.
- Intervento
- Restauro conservativo e rifunzionalizzazione
- Programma
- Struttura ricettiva con cinque suite
- Progetto
- Studio Pilia
- Anno
- 2016
Un edificio rivolto al paesaggio
L’ex alloggio fa parte del complesso del Faro di Capo Spartivento, costruito nel 1856. Il manufatto si dispone su un solo livello, con una pianta a U raccolta attorno a una corte e murature portanti in pietra.
Qui architettura e paesaggio sono inseparabili: dalle stanze il faro entra nell’inquadratura, mentre il mare definisce l’orizzonte dell’intero intervento.

Una corte da riabitare
L’impianto originario era ancora leggibile, ma l’intero complesso versava in stato di abbandono. La strategia parte da ciò che esiste: conserva volumi, proporzioni e distribuzione, trasformando la corte nel centro della nuova vita dell’edificio.

Cinque suite attorno alla corte
Cinque suite indipendenti occupano coppie di vani comunicanti e si aprono direttamente sulla corte. Tre soppalchi sfruttano l’altezza sopra i bagni; nuove aperture in copertura portano luce e aria naturale.
Una pedana modulare in legno unifica gli accessi, protegge la pavimentazione esistente e accoglie gli impianti per l’illuminazione esterna.




La corte diventa una stanza a cielo aperto.
Dalla cisterna all’acqua
La cisterna esistente cambia funzione senza alterare il proprio volume: diventa una piscina a sfioro. Una scala a chiocciola e una pedana in legno rendono accessibile il nuovo piano dell’acqua; il parapetto in cristallo mantiene intatta la vista.
La vasca di compenso diventa anche seduta, mentre gli spazi inferiori accolgono impianti e attrezzature.


Pietra, legno, corten
La pietra a vista restituisce leggibilità alla costruzione storica. Il legno introduce superfici leggere, modulari e reversibili. L’acciaio corten scherma le nuove componenti tecniche con una tonalità vicina alla muratura e dichiara con chiarezza ciò che appartiene al presente.
Una presenza misurata
Una pergola in legno integra fotovoltaico e solare termico, restando sotto la quota del muro perimetrale. Le unità impiantistiche sono collocate all’esterno della corte, schermate dalla vegetazione e da un grigliato in corten.
La sostenibilità non diventa un oggetto aggiunto: entra nel progetto senza competere con il profilo storico e con il paesaggio.

